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IL “PALMEGGIAMENTO” DEGLI OCCHI

18 lug

Come ben sa chi ha letto i libri originali del Sistema Bates™ per la cura della vista mediante metodi naturali (senza occhiali, senza lenti a contatto e senza operazioni con il laser), il “palmeggiamento” degli occhi è il metodo che se funziona garantisce la piú veloce cura completa e permanente.
Sfortunatamente, è molto improbabile che esso funzioni al primo tentativo, e spesso non funziona mai, perché il praticante, anziché riposarsi e vedere un campo perfettamente nero, continua a sforzarsi e vede in luogo del nero un’assembramento di mille colori e macchie, strisce, fulmini e saette, tutto ciò che serve per innervosirsi e costringersi ad abbandonare il trattamento nel giro di pochi minuti.

Il Dott. Bates nel suo libro originale “Vista Perfetta Senza Occhiali” che vi raccomandiamo di acquistare su questo sito e leggere al più presto, avvisa il lettore sul come evitare questa spiacevole evenienza, ma sarebbe come fargli un torto enorme tentare di sostituirci a lui e rivelare qui i suoi suggerimenti:  in questo breve articolo intendiamo invece riportare alcune esperienze pratiche nelle quali il palmeggiamento, con il tempo, si rivela efficace anche nei casi in cui all’inizio era fin troppo noioso e contro-producente.

In particolare nell’apprestarsi a “palmeggiare” occorre tenere in grande considerazione le “condizioni al contorno” nelle quali ci si trova, in modo da evitare distrazioni pericolose e ulteriori fonti di nervosismo.  Serve dunque, specialmente all’inizio, un ambiente “protetto”, nel quale sia possibile chiudere gli occhi e coprirli con i palmi delle mani e riposare senza dover spiegare niente a nessuno e senza che vi siano fonti di disturbo.  È molto consigliabile, “in questa epoca di pazzi [dove] ci mancavano solo gli idioti dell’orrore”, procedere per gradi, e regolare un temporizzatore che lanci un segnale di avviso al tempo programmato, di modo da interrompere la pratica facilmente e senza preoccupazioni.  Si può iniziare anche soltanto con 2 minuti, per poi riaprire gli occhi e guardarsi in giro sbattendo le palpebre, e così verificare se la visione sia migliorata, verificare se il ricordo del colore nero sia migliorato a occhi aperti rispetto a prima, eccetera.  Poi si potrà ricominciare a palmeggiare magari per 4 minuti, il doppio del tempo, e così procedere aumentando sempre di più il tempo dedicato.

Se questa pratica riesce bene, si riscontrano tre effetti importanti: 1) il tempo del “palmeggiamento” sembra “volare via” e nel momento in cui il temporizzatore automatico ci segnala il termine della prova si vive una distinta sensazione di sorpresa; 2) risulta facile e rilassante osservare dietro le palpebre chiuse ogni sorta di immagini apparire e scomparire senza alcuna preoccupazione della loro nitidezza, ma verificando che il sottofondo di quelle immagini risulta assumere una qualità di nero sempre migliore; 3) al momento della riapertura degli occhi, la visione trova un netto, seppure momentaneo, miglioramento, con colori molto più distinti e brillanti e una maggior capacità di discernere righe di lettere sulla tabella di controllo che prima erano indistinguibili.
Per favorire al massimo il punto 3) di cui sopra, il consiglio che diamo, maturato sulle esperienze di pratica nei Gruppi di Studio gratuiti della Associazione Vista Perfetta (Perfect Sight Society) è quello di palmeggiare nelle migliori condizioni luminose possibili, e cioè all’aperto in un giardino o in un parco, in modo da creare un forte contrasto tra il buio delle mani che coprono gli occhi e la vivida luce del sole e del cielo che illumina il variopinto panorama che ci circonda.  Cosí facendo, ripetendo piú volte le pratiche aumentando gradualmente il tempo, si potrà palmeggiare per lunghi periodi, anche due ore, senza mai annoiarsi e nel contempo constatando che questa è una cura seria che dà veri beneficî e andrebbe esplorata in profondità, senza essere mai troppo trascurata.

di Rishi Giovanni Gatti

Direttore del sito SistemaBates.it

JODOROWSKI E LA PSICOMAGIA

23 mag

alejandro_jodorowskyAlejandro Jodorowsky con la Psicomagia tenta un diverso approccio alla nostra realtà e al modo di affrontarla. La vita non viene legata all’azione quotidiana ma acquisisce una una diversa prospettiva che coinvolge ogni aspetto della realtà. In questo modo, secondo Jodorowsky e la Psicomagia possiamo affrontare il mondo con nuovi metodi e su nuovi piani, ad esempio con il teatro, la magia o con altri rituali pagani.

Jodorowsky, è riuscito a dare delle risposte alternative alle problematiche quotidiane, e la sua pratica psicomagica, ai confini del sogno e della realtà, è la direzione che ha scelto per affrontare la vita.

Nel momento in cui ci accorgiamo che nella nostra vita qualcosa deve essere cambiato ci si aprono di fronte una serie di alternative:

La pratica psicomagica si affida alla terapia “panica” che è un’alternativa alla più comune psicologia; chiunque decida di affidarsi alla psicomagia deve crederci e deve avere la volontà di cambiare il proprio atteggiamento rispetto a tutte le paure che lo tormentano.

La psicomagia però si affida a un’altra dimensione e il suo spazio d’azione si allontana da qualunque schema precostituito e dalla psicologia stessa.

Nel libro di Jodorowskj si arriva al paradosso della piena coscienza di non sapere di cosa realmente parli, ma nonostante tutto si riesce a coglierne il senso autentico.
Si vivono diversi tempi, dal rituale dell’antico Messico alle serate parigine al Cabaret Mystique, dove da tempo Jodorowsky si esibisce in uno spettacolo a metà tra il teatrale e la terapia di gruppo.
La bellezza del libro di Jodorowskj e della psicomagia sta nella capacità di raccontare la conosciuta e monotona realtà sotto nuovi aspetti e con diversi piani di lettura e di interpretazione.

Jodorowsky confonde la realtà con il sogno liberando l’immaginazione verso nuove terre. Leggerne la prosa è come rileggere la propria quotidianità con altri occhi

Ci si meraviglia del mondo senza perdere l’immaginazione e la fantasia, liberando energie represse o latenti. Non ogni gesto sconsiderato e privo di logica è considerato un atto piscomagico, Jodorowsky non spinge alla violenza o al vandalismo come forma per liberare le proprie angosce; bisogna essere coscienti di volersi liberare della paure in modo costruttivo e positivo, seguendo l’atto psicomagico.

Jodorowsky segue gli arcani rituali messicani, o legge i tarocchi, o vive la realtà come atto teatrale, è un personaggio poliedrico che cerca una nuova via e una diversa chiave di lettura.

È la semplicità che rende i rituali profondi, efficaci e al tempo stesso mistici; e per un attimo, grazie a questa arcana alchimia.

Attraverso tutto ciò si giunge ad una percezione della vita completamente diversa ed ad un godimento dell’essenza della vita stessa.

Tratto da vitanaturale.it

Riflessologia (Massaggio Zonale)

27 apr

Riflessologia delle Mano

Riflessologia delle Mano

La riflessologia è un’antica tecnica di massaggio che, mediante la stimolazione di alcune aree dei piedi e delle mani, serve a migliorare lo stato di salute psicofisico,é un’arte conosciuta e praticata da sempre ,in Cina e in India era già praticata 4000 anni fa’, anche gli Egiziani praticavano il massaggio zonale e rappresentava il completamento del bagno per i Greci ed i Romani.

La paternità della moderna riflessologia è da attribuire al Dottor William Fitzgerald , che intorno al 1910, tracciò una mappa del corpo umano, i cui organi ed apparati trovano i corrispondenti punti riflessi nei piedi e nelle mani. Nel 1916 il dottor Edwin F. Bowers si unì a Fitzgerald per approfondire e divulgare la riflessologia che ribattezzò “Terapia Zonale”. Successivamente la fisioterapista Eunice Ingman elaborò più dettagliatamente il metodo riflessologico e a lei fanno capo le diverse scuole portate in Europa dai suoi allievi.

Il riflesso è una risposta involontaria obbligata,innata, stereotipata ad uno stimolo sensoriale,che parte dai recettori nervosi, presenti nella pelle, e viene trasmesso al midollo spinale attraverso vie nervose ben definite, e infine arriva al cervello. Tutto il nostro corpo è sede di riflessi nervosi ma esistono zone, come testa, mani e piedi, in cui questi centri sono maggiormente attivi.

Che cos’è il riflesso? Voi sapete che quando il medico prende il martelletto e da quel colpo sul ginocchio, il ginocchio parte. Perché?…….

Si ha un’estensione della gamba perché quando voi date un colpo, come a qualsiasi parte del corpo, l’impulso arriva a livello midollare e sempre dal midollo, in un’altra area parte un secondo impulso che va a contrarre il muscolo difensivo, in questo caso il quadricipite, che fa scattare il ginocchio per dare un calcio. Il tutto avviene nell’arco di frazioni di secondo e viene chiamato arco riflesso.

Cioè ad ogni stimolazione visibile o meno ci sarà qualcosa che varia, all’interno del corpo, fin quando stimoliamo una qualsiasi parte qualcosa succede, ancora di più se stimoliamo a livello plantare. Questo è il sistema riflesso-neurologico però c’è anche un sistema energetico.

La riflessologia zonale, aiuta a riequilibrare le energie ed ottenere effetti benefici a tutti i livelli,Uno degli effetti primari di una stimolazione eseguita sulle zone riflesse deve portare ad una immediata sensazione di rilassamento.

Dallo stress psicofisico, derivano moltissimi disturbi che vengono scambiati per patologie vere e proprie, i risultati che si ottengono dopo il trattamento riflessologico sono la depurazione,e la disintossicazione dalle tossine,ottenendo un totale equilibrio energetico,sinonimo di serenità e pace interiore.

Tratto da http://lnx.luponelvento.com

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