Notas

Deliri e Bugie

Impaurito di esser scoperto mi lamento
cosi che la mia felicita’ ipocrita
non si sporchi di verità’ senza tempo

M’inganno per esser vero
per deridere la mia maschera,
il me stesso che non sono
o rinnego la mia anima?

Allora vago tra onde di pensieri e sbadigli di felicita’,
l’ombra di un mistero e la rovente verità’.

Giullare dei miei silenzi nella corte del terrore
cavalco la tempesta tra Bacco e sbalzi d’umore.

Lo specchio mi illude di esser forte
sfidando la mie paure a nascondino
Ignaro di cio’ che sono e della mia sorte
mi volto per non vedermi bambino.

Lingue di fuoco
invadono il mio regno
Draghi di ferro rompono il mio silenzio
Tutto scorre, niente ha più senso.

Esiliato dal mondo

Esiliato dal mondo. Lontano da me bambino. Esiliato dalla mia terra. Lontano dal mio passato. Navigo tra gli infiniti oceani della mia esistenza in cerca di una rotta. Una rotta che abbia un senso, un senso che abbia un’anima. Cerco tra le tortuose vie di quella massa incorporea che risiede nel mio stomaco…… Quel peso, quel macigno che contorce dentro noi dubbi ed i suoi perché’. Perché’? Perché’? Nel dedalo della mia inquietudine mi smarrisco. Quale miserabile compito in realtà si cela dietro il nostro teatrino incantato? Lavoro, bollette e corse. Corse di cavalli, corse in motorino, corse contro il tempo, che mai fu nella storia cosi lesto. Sacrifici e tentazioni si contendono sul deserto della mia ignoranza. Pensieri…. mi domando se la felicita’ sia quella che inventiamo noi o che fingono i vicini, chiedo se la vita sia l’infinito che noi limitiamo o si limiti a tutto ciò’ che ci circonda. Ma cosa ci circonda? Tutto ciò che vediamo, che tocchiamo o forse in realtà’ siamo accecati da un’ illusione? Dondolo tra un bicchiere di Merlot ed una crisi marzulliana. Mi nascondo, mi nascondo dal mondo perché’ ho pudore per ciò’ che sono, ciò’ che siamo. Mi incammino, desaparecido di me stesso, verso il conflitto della vita, in compagnia di una familiare eterna condanna di cui percepisco la grandezza ma disconosco la sua origine e la sua ragione. Mi ritiro nell’isola del mio esilio. Ristoro nella spiaggia dell’attesa, tra i seni dell’amore, ammirando te dolce natura, tra il silenzio del tuo canto ed i colori delle tue mura. Vivo.

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