Natura. La perfezione di Dio.

26 Giu

Spesso il concetto di Dio viene presentato in modo troppo astratto ed abbiamo difficolta’ ad applicarlo nella nostra quotidianita’. Se e’ vero che Dio e’ ovunque, cosi’ come ci viene detto da sempre, mai video fu cosi concreto nel coglierlo e mostrarlo in modo cosi’ chiaro.

Qui la verita’ si presenta davanti a noi nuda… senza alcun vestito di illusioni, si specchia nei nostri occhi sino ad arrivare all’essenza del nostro essere.

Fukuoka e l’agricoltura del non-fare

11 Giu

Ringrazio Jurij per aver nominato Fukuoka in un commento e averci dato modo di conoscere e farvi conoscere questo grande microbiologo giapponese.

Articolo di Luigi Gallo Fonte: http://protonutrizione.blogosfere.it

Incontrai questo piccolo grande uomo la prima volta circa 25 anni fa in occasione di una suo viaggio in Europa per l’invito a un convegno sul biologico in Austria. Masanobu Fukuoka è un microbiologo giapponese che sviluppò, già a partire dagli anni ’40, un metodo definito “agricoltura naturale” o anche “agricoltura del non fare”. Ricordo che fui colpito molto dal fatto che in una visita ad alcune fattorie biologiche egli rispondesse alle domande degli agricoltori presenti, i quali chiedevano ragguagli tecnici, soprattutto con poesie, disegni, insegnamenti di vita… Per M. Fukuoka infatti lo scopo vero dell’agricoltura non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento degli esseri umani: una via di ricerca interiore. Per Fukuoka bastano 1000mq a persona per arrivare all’autossufficienza alimentare, ma la cosa più importante è che la cura del proprio campo, armonizzandosi con i cicli della natura, nutre non solo il corpo, ma anche l’anima. Fukuoka stava dicendo a quei contadini che, col suo metodo, potevano smettere di “faticare” e trovare il tempo per fare anche arte, poesia, crescere spiritualmente. Questa era per lui la cosa più importante da comunicare. II principi rivoluzionari del metodo Fukuoka sono: – non arare – non diserbare – non concimare – non potare. In tal modo egli riesce a coltivare sullo stesso appezzamento una grande varietà di piante e la fertilità del terreno aumenta stagione dopo stagione, ottenendo anche due raccolti nello stesso anno. Con questo approccio, in 50 anni di effettivi e straordinari risultati, ha messo in serio dubbio tutte le certezze sia dell’agricoltura tradizionale che di quella scientifica. Ad esempio egli ha dimostrato che l’effetto provocato dall’aratura è controproducente perché compatta il terreno e ne diminuisce la porosità rendendolo progressivamente sempre più duro. Anche uno dei lavori tipici – più estenuante un tempo, quando si faceva a mano, e più inquinante oggi a causa dell’uso dei diserbanti chimici – del contadino è quello di rimuovere le cosiddette “erbacce”. Tutti hanno sempre pensato che le piante infestanti danneggiassero i raccolti. Ebbene Fukuoka fa notare che: 1) in natura le piante vivono e crescono insieme; 2) le radici delle erbe penetrano a fondo nel terreno smuovendolo e facendo entrare aria; 3) quando le erbe concludono il loro ciclo vitale, forniscono l’humus che permette ai microrganismi della biosfera di svilupparsi arricchendo e fertilizzando il terreno. Tutto avviene da sé, per l’appunto l’agricoltura del non fare. Il testo più famoso di Masanobu Fukuoka, tradotto anche in lingua italiana, è La Rivoluzione del Filo di Paglia. Parleremo ancora del suo metodo e delle applicazioni concrete, anche nel nostro paese, dei suoi insegnamenti.

Musica e onde cerebrali… mantra

30 Mar

la parola Musica deriva dal greco Musa. Le 9 muse erano le sorelle celesti che presiedevano al canto, alla poesia, alle arti e alle scienze.
– ritmi cosmici: sono sempre multipli, sottomultipli o somme di 9
– 12 segni dello zodiaco, 12 mesi dell’anno, 12 sali omeopatici, 12 apostoli, ecc…
– Il numero 5 è portatore del simbolismo dell’uomo, dell’orizzontalità, della materia, della base delle cose (5 Principi, 5 sensi, 5 dita, ecc…)
– 5 vertebre sacrali (3+2), 5 lombari, 12 dorsali e 7 cervicali
– anno astronomico (tempo per intero giro di precessione): 25920 anni terrestri
– durata del mese astronomico: 2160 (25920:12)
– numero respirazioni di un uomo in un giorno (una rotazione terrestre): 25920
– durata giorno astronomico: 72 anni terrestri (2160:30)
– codice universale della simbologia ancestrale: 72
– ore di tempo necessarie per distacco spirito-materia (fase di decesso): 72
– Il numero 7 esprime il simbolismo della spiritualità, del divino, di ciò che è elaborato…
– 7 gradi della gamma tonale, 7 note musicali, 7 chakra, 7 pianeti, 7 colori dell’arcobaleno, ecc…
– numero-simbolo dell’individuo che si manifesta (mesi concepimento): 9 (7+2)
– ritmo respiratorio (respirazioni medie umane al minuto): 18 (9×2)
– ritmo cardiaco (battiti del cuore): 72 (9×8)
– percentuale di acqua nel corpo umano: 72 (9×8)
– percentuale di acqua sulla Madre Terra: 72 (9×8)
– numero sacro vedico e tibetano: 108 (9×12)
– druidico, labardico e “LA” originale: 432 (9×48)
– numero sacro dell’Asia meridionale: 504 (9×56)
– numero dell’apocalisse: 666 (9×74)
– grado dello zodiaco: 72 anni (9×8)
– frequenza vibratoria della luna: 216 (72×3)
– vibrazione e risonanza terrestre: 8 (7,83) Hertz corrispondenti alle onde alpha
– numeri pitagorici: 72 e 10

“….Solo quando un viaggiatore ha raggiunto la meta puo’ buttare via le sue mappe. Durante il viaggio, egli trae vantaggio da ogni utile scorciatoia. Gli antichi “rishi” scoprirono molte vie per abbreviare il periodo dell’esilio umano nell’illusione. ..”
E, nel nostro caso, i “rishi” della scienza moderna ci danno una di queste scorciatoie:
“l’utilizzo rigenerante delle onde Alpha e Theta cerebrali.”
Questo scritto ripercorre i lunghi e seri studi scientifici, seguiti, sino ad oggi, sulle emissioni cerebrali umane e sul loro utilizzo, da parte della medicina psico-somatica odierna.
Vorrei aggiungere che – utilizzando tali frequenze – vi troverete – ne’ piu’, ne’ meno – a che fare con “l’essenza vera e propria” del potere dei mantra.

Tutto e’ suono. E tutto influenza e viene influenzato dalla propria natura: che e’ suono.
Chi, tra di noi, non passa momenti di melanconia, di tristezza, di sfiducia?…
In quel momento, i neuroni del nostro cervello si trovano sottoposti a distonie ed irregolarita’ vibratorie, nei loro circuiti elettromagnetici.

Che lo vogliamo, oppure no, con l’ascolto delle onde soniche le nostre onde cerebrali saranno “costrette” a sincronizzarsi, nuovamente, sulla giusta pulsazione.
Ascoltando allora, ogni nostro neurone – per il noto fenomeno scientifico della “risonanza” – si “riadatterà” al ritmo che gli viene proposto: quello delle onde “Alpha e Theta”
Ma, non solo. Quando cesseremo di ascoltare tale musica, e torneremo alle nostre usuali occupazioni, le nostre cellule cerebrali conserveranno (abbastanza a lungo) – sempre che lo vogliamo, oppure no – quel ritmo di serenita’ e di armonia, appartenente alle onde Alpha.
Il loro mantra e’, qui, alla nostra immediata portata con la possibilita’ che abbiamo di alleviare il passo di molte dure, nostre giornate!

LE ONDE CEREBRALI

Nel corso della nostra vita quotidiana tutti noi sperimentiamo diversi “stati di coscienza”. Per esempio, nell’arco di una giornata, tra la luce del mattino e il buio della notte, ci muoviamo da uno stato ordinario di veglia ai diversi stadi del sonno.

Ma anche gli stati di coscienza “straordinari” fanno parte della nostra comune esperienza: quando ci sentiamo particolarmente “creativi”, insolitamente “intuitivi”, eccezionalmente “lucidi”, profondamente “rilassati”.

Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all’incessante attivita’ elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso “onde elettromagnetiche”: le onde cerebrali, appunto.

La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondo’, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attivita’ in cui il cervello e’ impegnato e puo’ essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in “quattro bande”, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse “attivita’ del cervello”.

Onde Beta

Hanno una frequenza che varia da 13 a 30 Hz e sono associate alle normali attivita’ di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attivita’ di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo queste righe il vostro cervello sta producendo onde beta. Esse, poi, ci permettono la reazione più veloce e l’esecuzione rapida di azioni. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilita’ di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi.

Onde Theta

La loro frequenza e’ tra i 3 ed i 8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attivita’ di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda. Il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioe’, quando si sogna). Nelle attivita’ di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacita’ immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creativita’ e alle attitudini artistiche.

Onde Alpha
Hanno una frequenza che varia da 7 a 13 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde Alpha dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell’attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione, yoga, taiji.

Onde Delta

Hanno una frequenza tra 0,1 e 3 Hz e sono associate al piu’ profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell’abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.

Il fenomeno della risonanza

Nel 1665 il fisico e matematico olandese Christiian Huygens, tra i primi a postulare la teoria ondulatoria della luce, osservo’ che, disponendo a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendevano a sintonizzare il proprio movimento oscillatorio, quasi “volessero assumere lo stesso ritmo”. Dai suoi studi deriva quel fenomeno che oggi chiamiamo ‘risonanza’. Nel caso dei due pendoli, si dice che uno fa risuonare l’altro alla propria frequenza. Allo stesso modo e per lo stesso principio, se si percuote un diapason, che produce onde alla frequenza fissa di 432 Hz (natural tuning o accordatura naturale), e lo si pone vicino a un secondo diapason “silenzioso”, dopo un breve intervallo quest’ultimo comincia anch’esso a vibrare. La risonanza puo’ essere utilizzata anche nel caso delle onde cerebrali. Studi che si sono serviti dell’elettroencefalogramma hanno mostrato un’ evidente correlazione tra lo stimolo che proviene dall’esterno e le onde cerebrali del soggetto in esame. Inizialmente, le ricerche in questo campo utilizzavano soprattutto la luce; poi, si e’ passati ai suoni ed alle stimolazioni elettromagnetiche. Cio’ che si e’ osservato e’ che se il cervello e’ sottoposto a impulsi (visivi, sonori o elettrici) di una certa frequenza, la sua naturale tendenza e’ quella di sintonizzarsi. Il fenomeno e’ detto ‘risposta in frequenza’. Per esempio, se l’attivita’ cerebrale di un soggetto e’ nella banda delle onde beta (quindi, nello stato di veglia) e il soggetto viene sottoposto per un certo periodo a uno stimolo di 10 Hz (onde Alpha), il suo cervello tende a modificare la sua attivita’ in direzione dello stimolo ricevuto.
Il soggetto passa dunque ad uno stato di rilassamento proprio delle onde Alpha.

I due emisferi cerebrali

Il cervello umano e’ suddiviso in due emisferi:

Destro:
– sintetico (comprende l’insieme delle parti), concreto, spaziale  (coglie le relazioni nello spazio), intuitivo (usa sensazioni e  immagini), analogico (usa le metafore), irrazionale, olistico  (percepisce le strutture di assieme), atemporale e non-verbale.  E’ la sede delle attivita’ creative, della fantasia.

E sinistro:
– E’ analitico (comprende i dettagli), astratto (giunge all’interno, partendo dal dettaglio), lineare (lavora in ordine sequenziale),  Logico, numerico, razionale, simbolico, temporale, verbale. E’ la sede di – di tutte quelle attivita’ che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo.

I due emisferi sono uniti da una lamina orizzontale di fibre nervose, il cosiddetto “corpo calloso”. Ogni emisfero ha competenze proprie: l’occhio sinistro, l’orecchio sinistro e tutta la parte sinistra del corpo sono connesse all’emisfero destro; l’occhio destro, l’orecchio destro e tutta la parte destra del corpo sono connesse all’emisfero sinistro.I due emisferi, poi, funzionano in modo diverso; elaborano, cioe’, tutti i processi informativi, secondo modalita’ distinte. Per come si e’ finora strutturata, la nostra società da’ una maggiore rilevanza alle modalita’ di pensiero dell’emisfero sinistro, tanto che fino a poco tempo fa i neurologi definivano “minore” l’emisfero destro. Ma, una visione piu’ bilanciata delle due componenti, un maggiore equilibrio tra le funzioni, una armonia tra razionalita’ e fantasia e’ ciò che, oggi, forse, l’umanita’ necessita con piu’ urgenza. Uno strumento semplice ed efficace per riequilibrare il potere dei due emisferi cerebrali e’ il suono. Come abbiamo visto, ogni attivita’ cerebrale emette onde particolari, che possono entrare in risonanza con le onde sonore esterne. In questo modo il cervello viene ‘veicolato’ attraverso il suono, stimolato a sintonizzarsi su una frequenza (e quindi sull’attivita’ cerebrale che le corrisponde), portato a funzionare come un insieme.

http://blogs.myspace.com/andreadoria

LA MUSICA DELLE PIANTE

22 Set

Laura Silingardi, musicologa, e Tiziano Franceschi, programmatore informatico, accompagnati da un geranio odoroso, fanno sentire i suoni della pianta, la musica della natura. Aiutati da un apparecchio, un convertitore di impulsi, I vegetali suonano tutto il giorno, mentre di notte dormono: è il momento in cui “la linfa scorre talmente lenta che la macchina non riesce a percepirla”
di Anna Cirillo

Da una foglia di graminacea a un albero secolare, tutto suona. La voce delle piante è una melodia che scaturisce dal movimento della linfa e si traduce in musica, diversa a seconda degli esemplari. Possibile? Sentire per credere quello che accade nel salone di Villa Giulia, a Verbania, dove “Editoria e Giardini”, la rassegna di libri, appuntamenti e visite guidate (fino al 27 settembre) ospita un incontro speciale. Laura Silingardi, musicologa, e Tiziano Franceschi, programmatore informatico, accompagnati da un geranio odoroso, fanno sentire i suoni della pianta, la musica della natura. Aiutati da un apparecchio, un convertitore di impulsi.

«Collegato alle foglie con i sensori è in grado di leggere il movimento della linfa, dal quale si può ricavare la melodia – spiega la musicologa – I primi esperimenti di questo tipo sono stati effettuati in America negli anni Settanta, quasi per gioco, quando un tecnico mise in comunicazione una “macchina della verità” a una pianta in vaso invece che a un essere umano». Si voleva osservare e verificare l’esistenza di una sensibilità di reazione del mondo vegetale di fronte a stimoli esterni.

ASCOLTA La musica delle piante

Così, da quasi un decennio, Laura, 47 anni e tre figli, che condivide questa ricerca a metà strada tra natura e spiritualità con il marito Tiziano, si muove in tutta Italia, gratuitamente e con scopi divulgativi, per far conoscere la musica delle piante: il convertitore di impulsi rileva le variazioni di movimento che vengono poi trasformate in suoni diversi per ogni specie (si possono ascoltare su Internet in ). «Ho messo sullo spartito la melodia di una pianta e ho cercato di analizzarla da un punto di vista compositivo, di struttura – dice la Silingardi – Come grammatica musicale sono dovuta andare molto indietro nel tempo. Tecnicamente il mondo verde produce note attraverso tetracordi. Si tratta di melodie formate dalla successione di quattro suoni, come accadeva nella musica della Grecia antica. Ogni pianta gioca su questi quattro “accordi” che si intrecciano, si scambiano, tra melodie più gravi o acute a seconda delle caratteristiche organolettiche del vegetale, visto che non tutte le linfe sono uguali».

I vegetali, aggiunge, suonano tutto il giorno, mentre di notte dormono: è il momento in cui «la linfa scorre talmente lenta che la macchina non riesce a percepirla». Laura Silingardi fa un esempio: la Rosa di Gerico, la pianta del deserto che solo con un po’ di acqua rinasce e diventa verde. «Quando la colleghi ai sensori e aggiungi l’ acqua riprende subito suoni e vitalità, è molto affascinante ascoltarla». E racconta di come gli alberi manifestino “paura”, per esempio di fronte al fuoco: «Tendono a raccogliere la linfa verso il tronco, le radici, la parte vitale, mentre i suoni precipitano subito verso toni più gravi». C’è chi dice che il canto segreto delle piante possa essere ascoltato dall’orecchio umano anche senza apparecchi: una capacità, assicura, appannaggio solo di spiriti nobili, come il Dalai Lama.
(18 settembre 2009)

tratto da altrogiornale.org
sito di riferimento: vocidipiante.it

Piccola biografia di un apostolo del bene

26 Ago

La maggior parte degli uomini niente costruisce e vuole essere deificata. Francisco Cândido Xavier ha messo la sua vita al servizio delle nobili cause, e secondo Carlos A. Baccelli, nell’opera: “Chico Xavier, Medianità e Cuore”, dice di essere stato soltanto un granello di polvere. Indicato per il Premio Nobel della Pace e considerato, per i più di cento titoli di cittadinanza ricevuti, come cittadino del mondo, Chico intanto riconosce che niente siamo in Terra se non semplici depositari dei doni che Dio ci ha dato.

Nato il 2 aprile 1910 a Pedro Leopoldo – Stato di Minas Gerais, era un bambino povero e fino alla morte la sua vita fu una sequenza di prove, che ha saputo affrontare con pazienza e rassegnazione proprie delle anime nobili. Nella introduzione della sua prima opera a scrittura psicografica, “Parnaso dopo la Morte”, dettata da Spiriti Diversi, lui così si esprime:

“Non vengo nel campo della pubblicità per farmi un nome, perché il dolore, molto tempo fa, mi ha già convinto dell’inutilità delle futili cose che ancora sono stimate in questo mondo.”

Le sue prove sono cominciate all’età di 5 anni, quando rimase orfano di madre, la signora Maria João de Deus, essendo obbligato a vivere con la madrina Rita, che lo picchiava 3 volte al giorno, sempre alla stessa ora. Quando gli sorgono le prime visioni, questa stessa madrina, su raccomandazione del prete locale, lo obbliga a pregare mille ave maria e a mettersi una pietra di 15 kg sulla testa durante le processioni, oltre ad alcune bottiglie come “premio di consolazione”, le cui cicatrici sono rimaste fino ad oggi. Tuttavia non si è mai sentito Chico lamentarsi contro la madrina. Il temperamento di lei era classificato da lui, come “benevolo”.

Contatto con Emmanuel

La prima esperienza di Chico nel campo della medianità fu la conversazione con lo Spirito di Maria João de Deus, che gli consigliò di avere molta pazienza per sopportare anche le sevizie che sarebbero venute, essendo ad esempio di ciò quella occasione in cui la madrina lo obbligò a leccare, durante il digiuno, una ferita che un altro suo figlio adottivo aveva sulla gamba. Dopo le tre settimane seguenti, Chico vide Maria collocare una polvere sulla ferita che poco tempo dopo guarì.

Dopo aver vissuto 2 anni con la madrina, suo padre João Cândido Xavier sposò una ragazza di nome Cidalia, che ha cercato di riunire sotto la sua custodia, i 9 figli del primo matrimonio di João. Furono 10 anni di pace di comprensione e di tenerezza. In questo contesto famigliare ha il primo contatto con Emmanuel, suo Spirito Guida; dopo altri contatti Chico viene a conoscere di più di lui, viene a sapere che fu Publio Lentulus, che si disincarnò a Pompei durante l’eruzione del vulcano Vesuvio, ed anni più tardi si reincarnò come Nestorio, schiavo romano cristiano gettato tra i leoni del Circo Massimo. La più recente incarnazione di Emmanuel fu come prete Maneul da Nobrega.

Fin dall’età di 8 anni, Chico Xavier lavora per aiutare e sostenere la famiglia. Fu operaio in una fabbrica di tessuti, inserviente in una filatura, aiutante in cucina, cassiere in un magazzino, e da ultimo ispettore agricolo. Per ultimo fu funzionario pubblico in pensione, con uno stipendio irrisorio; siccome gli spiriti missionari non si reincarnano con l’ambizione del guadagnare grandi sostanze, per loro il denaro rimane soltanto uno strumento per ciò che è strettamente necessario.

Un bellissimo libro tradotto in italiano è Duemila Anni Fa in cui Emmanuel racconta una sua incarnazione nel senatore Publio Lentulo ai tempi di Gesù.

Il proprio bene incarnato

Con una vita piena di tribolazioni, Chico non ha avuto l’opportunità di andare avanti con gli studi; non ha concluso neanche il 4° anno del corso delle elementari. Questo è uno degli aspetti che più attestano la veridicità delle comunicazioni medianiche che lui riceveva, attraverso la psicografia; molti di questi trasformati in libri con traduzioni in spagnolo, esperanto, francese, greco, inglese, giapponese, cecoslovacco e trascrizioni per il Braille, che ci trasmettono informazioni nelle più diverse aree della conoscenza umana, molte di queste sconosciute al medium.

Oltre alle attività medianiche, nel Gruppo Spiritista della Preghiera (Grupo Espírita da Prece), a Uberaba – Stato di Minas Gerais, Chico sviluppa anche un esteso lavoro nel campo della carità. A Uberaba distribuisce minestra ai poveri, generi alimentari e giocattoli durante il Natale alle famiglie e ai bambini bisognosi; visita tutto anno il “Lar da Caridade” e altri istituzioni assistenziali, a Uberaba e in altri stati brasiliani. Concede anche il suo nome per la realizzazione di spettacoli con finalità caritatevoli, oltre a donare totalmente i diritti di autore delle opere da lui psicografate ai soli fini assistenziali.

Nell’inizio dell’opera “Parnaso dopo la Morte”, Chico definisce con proprietà la sua estesa produzione medianica: ”Ho avuto tre periodi diversi nella mia vita medianica. Il primo, di completa incomprensione per me, è quelle dai 5 anni di età, quando vedevo mia madre proteggermi, fino ai 17 anni, quando la dottrina spiritica è penetrata nella nostra casa. Il secondo dal 1928 al 1931, in cui ho fatto la psicografia di centinaia di messaggi che i benefattori spirituali, più tardi, decisero fossero inutilizzati perché nella loro opinione erano soltanto abbozzi ed esercizi. Il terzo periodo comincia con la presenza del nostro abnegato Emmanuel, che dal 1931 ha assunto l’incarico di orientare tutte le attività medianiche fino ad ora.

Con 60 anni di medianità (1), completati l’8 luglio scorso, Francisco Cândido Xavier è l’esempio del proprio BENE incarnato, una personalità sempre a servizio del Più Alto e con volontà sottomessa alla Volontà Maggiore. Fino ad ora sono state già pubblicate 300 opere, ricevute attraverso la sua psicografia, essendo: opere di comunicazione famigliare: “Speranza ed Allegria”; opere di messaggi:

“Abbi buon Animo” e “Tema della Vita”.

Altamirando Carneiro

(1) Articolo estratto dalla rivista: Chico Xavier – 60 anni di medianità, 2ª edizione, ottobre-

1991. Chico è morto nel 2002 con più di 400 opere pubblicate.

Tratto da http://www.vitaoltrelavita.it

PLAYING FOR CHANGE

8 Ago

Lo spirito di Aloha

2 Ago

La caratteristica dello spirito di Aloha è meglio conosciuta come l’amichevole accettazione per le quali sono tanto famose le isole di Hawaii. Ma riguarda anche una potente forma per risolvere qualsiasi problema, per raggiungere qualsiasi obbiettivo e anche per ottenere qualsiasi stato della mente o del corpo si desideri.

Nel linguaggio Hawaiiano, aloha vuol dire molto di più di un semplice “ciao” o “arrivederci” o “amore”. Il suo significato più profondo implica “l’allegria (aho) di condividere (alo) energia vitale (ha) nel presente (alo).”

Più si condivide quest’energia più ci si sintonizza con il Potere Divino, quello che gli Hawaiiani chiamano mana. Usare, con amore, questo potere incredibile è il segreto che ci porta alla realizzazione della vera salute, felicità, prosperità e successo.

Il modo per avere questo Potere e per sintonizzarsi con esso, è così semplice, che qualcuno potrebbe essere tentato di scartarlo perché lo ritiene troppo facile per essere vero. Per favore non vi lasciate ingannare dalle apparenze.

Questa è la tecnica più potente del mondo e, anche se estremamente semplice, forse non risulta facile perché bisogna ricordarsi di praticarla, molto spesso.

E’ un segreto che è stato dato all’umanità più e più volte ed ora, ancora una volta, sotto un’altra forma:

Benedite tutti, e tutto ciò, che rappresenta quello che desiderate.

Questo è tutto quello che c’è da fare.

Nonostante sia qualcosa di tanto semplice, necessita di qualche spiegazione.

Benedire qualcosa implica dare riconoscimento, o enfasi, ad una qualità positiva, ad una caratteristica, o condizione, con l’intenzione che quello che sia riconosciuto, o enfatizzato s’incrementi, perduri nel tempo o inizi ad essere.

Benedire è efficace per cambiare la vita, o per ottenere quello che si vuole, per tre ragioni:

La prima di tutte è di focalizzare la mente in positivo attivando così la forza positiva e creativa del Potere.

La seconda consiste nel muovere verso l’esterno la propria energia, permettendo così che più potere passi attraverso se stessi

Terza, quando si benedice a beneficio d’altri, al posto di farlo direttamente a vantaggio proprio, si tende ad abbandonare qualsiasi timore inconscio esistente rispetto a quello che si vuole per se stessi. Allo stesso tempo, ciò che viene benedetto si attiva perché s’incrementi lo stesso benessere nella vita d’ognuno.

Quello che è realmente meraviglioso di questo processo, è che le benedizioni che si danno ad altri aiutano tanto gli altri quanto se stessi.

Si può benedire attraverso immagini o toccando, però la maniera più usuale e facile è di farlo con le parole. I tipi principali di benedizioni verbali sono:

AMMIRARE. Questo consiste nel lodare o elogiare qualcosa di buono che si sia notato. Per esempio: “che bel tramonto; mi piace quel vestito; sei tanto divertente.”

AFFERMARE. Questa è una dichiarazione specifica di benedizione per incrementare, o fare durare qualcosa. Es.: “Benedico la bellezza di quest’albero; benedico la salute del tuo corpo”.

APPREZZAMENTI. Questa è un’espressione di gratitudine per l’esistenza di qualcosa di buono, o perché qualcosa di buono è successo. Es.: “Grazie, Dio, per aiutarmi; ringrazio la pioggia che nutre la terra.”

ANTICIPAZIONE. Questa è una benedizione per il futuro. Es.: “Avremo un buon picnic; benedico l’aumento delle tue entrate; ringrazio la mia perfetta compagna; ti auguro un buon viaggio; che tu abbia il vento in poppa.”

Per ottenere maggiori benefici dalle benedizioni, dovrete eliminare ciò che lo nega, dovrete smettere di fare qualcosa: maledire.

Ciò non significa smettere di “bestemmiare” o di dire “cattive” parole. Maledire è l’opposto di benedire, ossia, criticare invece d’ammirare, dubitare invece d’affermare, incolpare invece d’apprezzare e preoccuparsi invece d’anticipare con fiducia.

Quando si fa qualcosa di questo si tende a cancellare in qualche modo gli effetti della benedizione. In pratica più si maledice, più costerà, e maggiore sarà il tempo richiesto per ottenere il beneficio della benedizione. D’altra parte, più si benedice, minore sarà il danno che potrà fare qualsiasi maledizione.

Alcune idee per benedire differenti situazioni e desideri.


SALUTE – Benedite gente sana, animali e piante; qualsiasi cosa che sia ben fatta, o ben costruita; e qualsiasi cosa che esprima abbondante energia.

FELICITA’ – Benedite tutto quello che è buono, o il buono che si trova in tutta la gente e in tutte le cose; tutti i segnali di felicità che vedete, ascoltate o sentite nella gente o negli animali; e tutte le potenzialità di felicità che notate attorno a voi.

PROSPERITA’ – Benedite tutti i segni di prosperità del vostro ambiente, includendo qualsiasi cosa che il denaro abbia aiutato a costruire o a fare; tutto il denaro che in qualsiasi forma possedete; e tutto il denaro che circola nel mondo.

SUCCESSO – Benedite tutti i segnali di riuscita e realizzazione (come edifici, ponti ed eventi sportivi); tutti gli arrivi a destinazione (di navi, aerei, treni, automobili e gente); tutti i segni d’avanzamento o di perseveranza; e tutti i segnali di divertimento e piacere.

SICUREZZA – Benedite tutti i segnali di sicurezza nelle persone e negli animali; tutti i segnali di resistenza nelle persone, animali e oggetti (incluso l’acciaio e il cemento); tutti i segni di stabilità (come montagne, alberi alti); e tutti i simboli di una determinata potenza (macchine grandi e cavi elettrici)

AMORE E AMICIZIA – Benedite tutti i segnali d’attenzione, cura, compassione e sostegno; tutte le relazioni armoniose nella natura e nell’architettura; tutto quello che è collegato o che tocca soavemente qualcosa; tutti i segni di cooperazione, come nei giochi o nel lavoro; e tutti i segni di riso e divertimento.

PACE INTERIORE – Benedite tutti i segnali di silenzio, calma, tranquillità e serenità (tipo acqua e aria quieta); tutte le visioni lontane (orizzonti, stelle, la luna); tutti i segnali di bellezza, di vista, suono o tatto; colori e forme nitide; dettagli di oggetti naturali o fabbricati.

CRESCITA SPIRITUALE – Benedite tutti i segnali di crescita, sviluppo e cambiamento nella Natura; il momento di transizione dell’alba e del tramonto; il movimento del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle; il volo degli uccelli nel cielo; il movimento del vento e del mare.

Le precedenti idee sono una guida qualora non siate pratici nel benedire, però non vi limitate solo a quelle. Ricordatevi che qualsiasi qualità, caratteristica, o condizione può essere benedetta (es., puoi benedire delle assi sottili, degli animali snelli per favorire la perdita di peso), che già esista, o che sia esistita, o che esista solo nella tua immaginazione.

Personalmente ho usato il potere della benedizione per curare il mio corpo, aumentare le mie entrate, sviluppare molte abilità, creare una relazione di profondo amore con la mia sposa e con i miei figli, e per stabilire una rete mondiale di pacificatori che lavorino con lo spirito di Aloha. E poiché ha funzionato tanto bene per me, vorrei condividerlo con Voi.

LA FILOSOFIA DI ALOHA


1. IKE: Il mondo è quello che uno pensa che sia


2. KALA: Non esistono limiti


3. MAKIA: L’energia fluisce dove va l’attenzione


4. MANAWA: Il momento del potere è ora


5. ALOHA: Amare significa essere felice con chiunque


6. MANA: Tutto il potere viene da dentro noi stessi


7. PONO: Il risultato è la misura della verità


Come aumentare il potere delle tue benedizioni Questa è una tecnica praticata dagli shamani Hawaiiani con la quale aumentate il potere delle vostre benedizioni, incrementando la vostra energia personale. E’ un semplice modo di respirare che usato anche per stabilizzarsi, centrarsi, meditare e guarire. Non è richiesta un posto particolare, o una particolare postura, e può essere fatto anche in movimento, o ancora quando si è occupati, o si sta riposando, con gli occhi aperti, o chiusi. Nelle tecniche Hawaiiane questo si chiama pikopiko; perché, piko significa, sia mettere la ghirlanda alla testa, che l’ombelico.

La tecnica


1. Iniziare ad essere consapevoli del proprio naturale respiro (potrebbe cambiare quando voi avete maggiore consapevolezza di esso, va comunque bene).


2. Individuate e divenite consapevoli del vostro capo e del vostro ombelico, e/o toccandoli.


3. Ora, inspirando, portate la vostra attenzione sul capo; e durante l’espirazione ponete la vostra attenzione sull’ombelico. Continuate a respirare in questa maniera per la durata che desiderate.


4. Quando vi sentite rilassati, centrati e/o energizzati, iniziate ad immaginare di essere circondati da un’invisibile fascio di luce o da un campo elettromagnetico, e il vostro respiro accrescerà l’energia di questo fascio o campo.


5. Quando benedite, immaginate l’oggetto della benedizione circondato dalla stessa energia di cui voi stessi siete circondati.

Variazioni


a) Invece del capo e dell’ombelico, spostate l’attenzione da un spalla all’altra; oppure, dal cielo alla terra.


b) Aiutatevi a focalizzare questo campo energetico, immaginando il suo colore, sfumature o frequenza o vibrazioni.

Tratto da http://www.stazioneceleste.it